Le montagne di fuoco nel cuore di Lanzarote —di Loris Gobbo—

 

 

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Il Parco del Timanfaya, nel cuore dell’isola di Lanzarote, si originò come conseguenza di una serie di violente eruzioni vulcaniche che ebbero luogo tra il XVII ed il XVIII secolo. All’interno del Parco del Timanfaya c’è però una zona particolare, curiosa e, a detta di molti, magica, una zona che prende il nome dal lanzaroteño Hilario, un personaggio leggendario che si ritirò a viver qui dopo la Guerra delle Filippine

Secondo la leggenda, Hilario tornò alla sua amata Lanzarote dopo la guerra, e decise di vivere come un eremita, con la sola compagnia della sua cammella. Hilario costruì la sua casa proprio dove oggi si trova la parte centrale del parco del Timanfaya, e qui decise di piantare un albero di fichi. L’albero, sorprendentemente crebbe e fiorì rigogliosamente, ma non diede mai frutti, perchè – secondo le parole di Hilario: “I fiori non possono alimentarsi di fiamme”.

Oggi proprio qui si trova il ristorante “El Diablo”, disegnato dal grande  César Manrique nel 1970: le splendide vetrate che coprono le pareti permettono una panoramica unica sul Parco dei Vulcani.All’interno del ristorante, invece, separato da una parete di vetro si trova un albero di fico ai cui piedi sono sparse ossa di cammello, a ricordare la leggenda di Hilario.

Secondo gli sudi dei vulcanologi e dei geologi, la temperatura nell’Islote de Hilario è di 400° a due metri di profondità, e di 600° a dieci metri. Non a caso, infatti, questa zona è conosciuta come “Le Montagne di Fuoco”, perchè qui, nel cuore del Parco, si trovano centinaia di coni vulcanici. Questo continuo calore proveniente dal sottosuolo permette di vedere spettacoli come i geiser, o di vedere come un tronco prenda fuoco solo avvicinandolo al terreno o, ancora di come si possa letteralmente cucinare con il calore proveniente dal suolo.

Las Montañas de Fuego

Se non fosse per il blu intenso del cielo, tante foto scattate nel Timanfaya potrebbero passare per paesaggi di Marte. Vulcani e campi di lava vergine di questo Parco Nazionale di 5000 ettari situati lungo la costa occidentale dell’isola di Lanzarote sono uno dei più pittoreschi degli spettacoli visivi delle isole Canarie. Incontaminata dalla mano umana né la vegetazione né il clima hanno avuto il tempo di cambiare la bellezza di questa terra rossa e nera che fa parte di una Riserva della Biosfera dell’Unesco.

Come visitare il Parco Nazionale di Timanfaya

La qualità ambientale del Timanfaya è tale che per preservarlo, è possibile accedere solo a determinate zone, alcune di loro solo dopo aver pagato un ingresso. Tuttavia, la gamma di attività disponibili è affascinante. I bambini potranno divertirsi sentendo il calore che emana dalle rocce del vulcano dormiente. I più avventurosi, saliranno in sella a un cammello e visiteranno paesaggi vulcanici multicolori. E gli amanti della scienza possono placare la sete di conoscenza, nell’eccellente centro d’interpretazione di Mancha Blanca.

 

          

Nella parte occidentale dell’isola di Lanzarote e in riva al mare si trova El Golfo, un borgo di pescatori dentro al Parco Naturale dei Vulcani. Circondato dalle spettacolari eruzioni laviche del 1730-1736, è un incantevole enclave di case di pescatori nello stile di Lanzarote, con pareti bianche e tetti piatti nelle strade strette che conducono alla pittoresca immagine delle barche arenate su una spiaggia di sabbia nera.

Agriturismo e squisita gastronomia

El Golfo offre agriturismi ricchi di charme. Visitare durante le vacanze il borgo vale la pena. E merita non solo per la bellezza del luogo in sé, ma per la sua atmosfera tranquilla, la buona cucina a base di pesce fresco locale e la vicinanza di paesaggi naturali come il Charco di Los Clicos o il Parco Nazionale di Timanfaya. Inoltre, la luce della sera che si gode da una delle sue terrazze sarà la ciliegina sulla torta di questi giorni di riposo.

Gastronomia: i piatti tipici delle Isole Canarie

Una vacanza a Lanzarote non è una vacanza se non vi concederete almeno un paio di serate in qualche ristorante per provare piatti tipici dell’isola e la rinomata cucina e gastronomia canaria. La cucina locale a Lanzarote, quella conosciuta come “conejera”, è quella che, oltre ad essere la più soddisfacente per i turisti provenienti da tutto il mondo, è anche quella che merita essere assaggiata per vivere lo spirito dell’isola e le sue bontà. Quali sono i piatti tipici della gastronomia canaria?

Moltissimi sono i piatti tipici della tradizione di Lanzarote ma, per farsi un’idea, vi diamo alcuni consigli e alcuni nomi di piatti che non potrete mancare di assaggiare durante un soggiorno sull’isola.

Cominciamo con il formaggio di capra tipico di Lanzarote. Il formaggio di capra e il “Mojo Rojo” sono tra i formaggi più saporiti della tradizione gastronomica canaria, oltre che una grossa fetta dell’economia di Lanzarote. Prodotto sin dall’antichità, questo formaggio è considerato povero ma immancabile su ogni tavola dell’isola e che ricorda la vita pastorale, soprattutto se mangiato con qualche dattero, fico secco e un po’ di “gofio”.

Passiamo quindi al secondo piatto tipico che è, per l’appunto, il “gofio”. Anche questo alimento ha radici antichissime e ha accompagnato i pasti delle popolazioni indigene dell’isola sin dall’alba dei tempi. Il “gofio” altro non è che una farina di semi con cui vengono preparati alcuni piatti se viene mischiato con latte di capra, miele oppure con “guarapo” (una melassa ricavata dalla palma canaria e tipica dell’isola di La Palma). Utilizzato anche all’interno di zuppe o mischiato a brodi di pesce per dare più densità, il “gofio” è alla base di tantissime pietanze della gastronomia canaria e un componente essenziale della vostra vacanza.

Continuiamo con le zuppe e i minestroni. Il primo per eccellenza alle isole Canarie e a Lanzarote è la zuppa. Nelle isole come anche in Spagna in generale non è fortissima la cultura culinaria della pasta ma piuttosto è preferibile mangiare zuppe e minestroni fatti di ortaggi, legumi, tuberi e tutto quanto si possa far crescere nelle terre delle isole Canarie. Ecco quindi che nasce la “sopa de cebollas”, la zuppa di cipolle, oppure parliamo i “potajes” che, anche se originariamente portoghesi, sono minestroni molto ricchi e insaporiti anche da carne. Ricordiamo quelli tipici delle isole e di Lanzarote come il “potaje de berro” (il crescione) o il “potaje de garbanzos”,un minestrone di ceci. Concludiamo poi la sezione delle zuppe citandovi anche il famosissimo “puchero ccanario”, ossia una zuppa-minestrone di legumi, ortaggi e carne.

Come non citare poi i piatti di carne e pesce? Uno dei componenti principali della cucina canaria è ovviamente il pesce, il “pescado”, fresco e che è possibile trovare in moltissimi ristoranti dell’isola di Lanzarote. Provate le località costiere del nord (Orzola ed Arrieta), oppure a El Golfo e La Caleta, ad ovest ma fate attenzione ai ristoranti più turistici della Costa Teguise, del Puerto del Carmen o di Playa Blanca. Il pesce migliore è quello del Mediterraneo ovviamente e fatevi tranquillamente consigliare dai camerieri chiedendo un il pesce del giorno. Per quello che riguarda la carne, invece, per quello che concerne Lanzarote, “l’isola dei conigli”, è necessario provare – ovviamente – i piatti a base di coniglio. Quindi “conejo en salmorejo” ma anche piatti a base di carne di capra come il “bafito” o il “cabrito in adobo”. Per completare il tour gastronomico, non dimenticate di provare il Restaurante El Diablo, in mezzo al parco del Timanfaya, dove tutto viene cucinato al calore del vulcano!

E per gli amanti dei dolci? Niente paura! Sulle Canarie la cultura e la tradizione gastronomica riguardante i dolci è altrettanto estesa e conta alcuni piatti meravigliosi come il “bienmesabe”, mandorle, biscotti, uova, zucchero e liquore Moscatel, oppure il “frangollo” un impasto di acqua, farina di miglio, mandorle, zucchero e fichi e servito con crema o cioccolato fuso.

Sono riuscito a farvi venire l’acquolina in bocca?

Luoghi di charme: Il fascino delle Isole Canarie

Nel corso degli anni la popolazione delle Canarie ha sviluppato una personalità propria che ha progressivamente plasmato un modo tutto particolare e allegro di fare le cose. Un modo di essere che naturalmente ne ha caratterizzato anche l’architettura. Ciò risulta evidente osservando gli innumerevoli caseggiati rurali tradizionali, paesini dalle case bianche e centri storici di città che nel loro complesso esprimono una significativa testimonianza dell’identità canaria. Luoghi ideali da percorrere a piedi, con edifici emblematici e di grande interesse culturale, vicino ad angoli ricchi di fascino, parlano del passato delle isole e dei loro abitanti. E per rilassarsi, niente di meglio che fare una sosta e assaporare un vino locale o un piatto tradizionale circondati dalla bellezza del paesaggio.

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