Dartz Prombron Black Shark. L’auto di 007 viene dalla Lituania – di Loris Gobbo –

,

Scansione della retina per entrare, carrozzeria progettata per resistere alle mine

Scariche elettriche per respingere gli assalti, vernice mimetica e gadget da James Bond

Se James Bond fosse nato in Lituania avrebbe sicuramente guidato la Prombron Black Shark. Certo, avrebbe rinunciato a gran parte dello stile del cugino inglese ma in compenso avrebbe avuto un’auto da far impallidire anche Batman. Il preparatore Dartz, già noto per le sue vetture estreme, ha deciso di superare se stesso con questa rielaborazione massiccia della Mercedes G65 AMG . Simile ai modelli precedenti, con linee nette e definite che trasformano il fuoristrada tedesco in vero e proprio carro armato. Non è un caso se il nome Black Shark è stato preso direttamente da un elicottero militare e il paragone con James Bond non è campato in aria. Le Dartz sono apparse in diversi film della spia più famosa del mondo (a guidarle però erano i «cattivi») ma anche in altre pellicole dal «Dittatore» di Sacha Baron Cohen, che prendeva in giro l’opulenza dell’est, all’ultimo «Die Hard» di Bruce Willis passando per «The November Man» di Pierce Brosnan, anche lui uno dei tanti attori con «la licenza di uccidere».

Scansione della retina

Ma veniamo alla belva. La carrozzeria è in kevlar e titanio, così è antiproiettile e resiste anche alle mine dicono, il motore eroga ben 1.500 cavalli contro i 612 del modello di serie e questi sono piccoli accenni alle sue mille, esageratissime, potenzialità. Per accedere ai comandi si deve effettuare la scansione della retina o dell’impronta digitale tramite Golden Eye, sistema elettronico battezzato, guarda caso, come uno dei film di James Bond, le maniglie sono a scomparsa e una volta partita o quando è parcheggiata, la Black Shark le nasconde alla vista. Se poi qualcuno prova a manometterle riceve una scarica elettrica che lo farà desistere dall’impresa. Per proteggere i nuovi ricchi da sguardi indiscreti troviamo anche i finestrini elettro-cromatici che cambiano colore passando dal classico trasparente al nero più profondo in base alle nostre richieste o regolandosi automaticamente secondo la luminosità esterna. Completa il pacchetto una serie di sirene ad alto volume per disperdere eventuali malviventi e poi il Vigiton, aggeggio di cui sarebbe andato fiero il Grande Fratello (o Goldfinger). Come spiegato da Dartz, è «un sistema di controllo telemetrico capace di monitorare costantemente le condizioni psico-fisiologiche del conducente in modo da non dovervi più preoccupare di un autista inaffidabile». È un po’ inquietante ma cosa non si farebbe per stare sicuri

La storia

Il prezzo di questa meraviglia del pacchiano va  ben oltre il milione di euro. Non è poco ma dopotutto la Dartz ha dato i natali alle celebri vetture corazzate dello Zar Nicola II, di Lenin e Trotsky (esiste dal 1869), e con l’acquisto vengono date in omaggio anche delle bottiglie di Russo Baltique, la vodka più cara al mondo, e uno smartphone Vertu tempestato di diamanti che serve per controllare da remoto lo stato della vettura. A questo punto si spera solo in una piccola inversione di tendenza nella scelta degli interni. Su un modello precedente erano stati realizzati in pelle di pene di balena. Davvero troppo anche per i parvenu dell’est.

Loris Gobbo

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *