PIcolit, il vitigno orgoglio del friuli -di Loris Gobbo_

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Il Picolit è un vitigno a bacca bianca, autoctono del Friuli, noto in tutto il mondo per lo splendido passito che si realizza con le sue uve.
Secondo alcuni il nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini, secondo altri dal peduncolo, anch’esso minuscolo.

E’ facilmente individuabile perchè sui grappoli si sviluppano pochi acini, a causa di un difetto di impollinazione. Questo però fa sì che a maturazione raggiunta i chicchi siano particolarmente dolci.

Dal 2006 vi è una DOCG ad esso dedicata, Colli Orientali del Friuli Picolit, che si estende nella fascia centro orientale della Provincia di Udine, vicino al confine con la Slovenia. E’ un territorio particolarmente vocato alla coltivazione della vite, con colline e pianure dalle esposizioni ottimali per i vigneti.

Anche se la tradizione racconta che si coltivasse già ai tempi dei romani, le prime documentazioni storiche risalgono al 1682.
Il Conte Fabio Asquini da Fagagna (1726-1818), anche agronomo, è il personaggio più importante nella storia del Picolit: partendo da Venezia, a partire dal 1762, organizzò un redditizio commercio in tutta Europa, da Londra a Parigi, da Amsterdam a Mosca, dalla Corte Imperiale di Vienna alla Corte Papale.
Anche Goldoni lo beveva.
La filossera, che colpì il Friuli nel 1888, rischiò di farlo scomparire, come molti altri vitigni autoctoni friulani.

Giacomo Perusini ed il figlio Gaetano ne misero a dimora 2.000 ceppi, salvando di fatto il vitigno e diventandone i primi artefici della sua rinascita, a partire dagli anni ’60, quando si iniziò a ragionare di recupero dei vitigni autoctoni.
Luigi Veronelli è sempre stato un grande amante e sostenitore del Picolit.
Oggi vi racconto due delle aziende produttrici di Picolit: Dorigo e Valentino Butussi.

Dorigo – Povoletto (UD)
Nel 1966 Girolamo Dorigo fondava la sua cantina a Buttrio, in provincia di Udine.
Per quarant’anni è stato uno dei massimi esponenti dell’enologia friulana, attento alla difesa delle varietà autoctone, sempre all’avanguardia dal punto di vista tecnico, costantemente alla ricerca dell’eccellenza.
Nel 2012 si ritira ed il figlio Alessio, enologo, già da molti anni in azienda, gli subentra.
La sede di produzione viene trasferita nella nuova cantina di Bellazoia di Povoletto, dove si trovano anche i nuovi vigneti.
Gli ettari vitati in totale sono 20, per una produzione attuale di 110.000 bottiglie, ripartite su 19 diversi tipi di vini e spumanti.
Ho assaggiato il Picolit 2009

Picolit 2009 Colli Orientali del Friuli DOCG
E’ ottenuto con uve Picolit in purezza: ci vuole l’uva di 8 piante per produrre un litro di vino
La gradazione è del 12,5 %. La produzione annua è di sole 1.000 bottiglie.
Vendemmia a fine settembre: i grappoli, selezionati individualmente, sono fatti appassire per circa 3 mesi su graticci in un locale aperto.
Il mosto pressato fermenta per 2 mesi in barriques di rovere francese nuove.
L’affinamento dura più di un anno.
Grande vino da meditazione, da provare su formaggi erborinati o scaloppe di Foie Grais.
Nel bicchiere è luminoso, di color giallo-oro.
I profumi sono variegati e complessi, con note floreali e fruttate, senza tralasciare il miele. Fra i frutti evidenti l’albicocca e la mela cotogna, sia come frutto maturo che come confettura. Sentori agrumati e note speziate, principalmente di vaniglia.
In bocca è dolce, morbido, caldo e delicato: mela ed albicocca continuano ad emergere. Di grande equilibrio, piacevole il miele, squisito il retrogusto finale, di significativa persistenza.
Prezzo in enoteca: 35-40 Euro

Valentino Butussi – Corno di Rosazzo (UD)
L’azienda Valentino Butussi è sita a Corno di Rosazzo (UD), nell’affascinante vallata denominata “Prà di Corte” (i prati della corte).
L’Azienda a conduzione familiare è stata fondata nel 1910 da Valentino, capostipite della famiglia.
Oggi è condotta dal figlio Angelo, aiutato dalla moglie Pierina e dai quattro figli Erika, Filippo, Tobia e Matia.
L’enologo aziendale è Filippo.
Oltre alla tradizionale produzione dei bianchi friulani, l’azienda si dedica anche ai rossi: Merlot, Refosco dal Peduncolo Rosso, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Pignolo.
Il vero gioiello dell’azienda è però il Picolit: Angelo conserva quelle che sono forse le bottiglie più antiche al mondo di Picolit: l’annata ancora leggibile sull’etichetta dice 1834.
Gli ettari vitati sono 18. La produzione annua di bottiglie è intorno alle 100.000, suddivise tra 18 etichette diverse.

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