BUONE AZIONI DI FORMAGGIO -di Loris Gobbo-

,

Alexander Agethle ha finanziato il suo caseificio in modo assolutamente originale. Pronti a scoprire una nuova forma di commercio?

Alexander Agethle è ciò che in Alto Adige si definisce un contadino moderno. La sua, non è stata una scelta scontata. Solo dopo aver concluso gli studi ha capito di volersi occupare della fattoria di famiglia a Clusio, in Val Venosta. Il denaro per la ristrutturazione della vecchia latteria del paese non l’ha chiesto ad una banca. Ha invece proposto ai suoi clienti una nuova forma di commercio: la vendita anticipata di buoni per l’acquisto di formaggio.

I nuovi agricoltori pensano e conducono gli affari in modo differente. Abbiamo imparato da Alexander Agethle quattro verità sull’agricoltura. E anche se non sei un contadino, idee coraggiose possono rivelarsi geniali per il successo di un’attività imprenditoriale.

Ogni mattina il 43enne Alexander Agethle appende al collo delle sue mucche: Hedi, Lilli, Kessy e al resto della banda, il tradizionale campanaccio. E dalla stalla, raggiungono insieme i campi. È rimasto ormai solo lui a fare così nel piccolo comune di Clusio, in Alta Val Venosta, ai piedi dell’Abbazia di Monte Maria.  Molti lo deridono. “Se gli animali stanno bene, non è poi così sbagliato ciò che faccio” dice.

 

Alexander Agethle ha finanziato il suo caseificio in modo assolutamente originale. Pronti a scoprire una nuova forma di commercio?

Alexander Agethle è ciò che in Alto Adige si definisce un contadino moderno. La sua, non è stata una scelta scontata. Solo dopo aver concluso gli studi ha capito di volersi occupare della fattoria di famiglia a Clusio, in Val Venosta. Il denaro per la ristrutturazione della vecchia latteria del paese non l’ha chiesto ad una banca. Ha invece proposto ai suoi clienti una nuova forma di commercio: la vendita anticipata di buoni per l’acquisto di formaggio.

I nuovi agricoltori pensano e conducono gli affari in modo differente. Abbiamo imparato da Alexander Agethle quattro verità sull’agricoltura. E anche se non sei un contadino, idee coraggiose possono rivelarsi geniali per il successo di un’attività imprenditoriale.

Ogni mattina il 43enne Alexander Agethle appende al collo delle sue mucche: Hedi, Lilli, Kessy e al resto della banda, il tradizionale campanaccio. E dalla stalla, raggiungono insieme i campi. È rimasto ormai solo lui a fare così nel piccolo comune di Clusio, in Alta Val Venosta, ai piedi dell’Abbazia di Monte Maria.  Molti lo deridono. “Se gli animali stanno bene, non è poi così sbagliato ciò che faccio” dice.

 

Una fattoria in Alto Adige non è un ranch in California

Agethle non l’ha sempre pensata così. Quando studiava agricoltura a Firenze e successivamente, quando ha lavorato in un allevamento in California, aveva davanti a se un’idea piuttosto classica di proprietà agricola e massimizzazione dei profitti. Fu dura quando fece un breve rientro a casa e si vide poi negare il visto per gli Stati Uniti per non aver prestato servizio militare. Ripensandoci oggi, questa sembra però essere stata una coincidenza davvero fortunata. Agethle desiderava trascorre ancora almeno un anno negli States, la sua delusione fu grande. Elaborò la sua frustrazione praticando sport. Impiegava ogni minuto libero per andare ad arrampicare o correre in bici. E poi decise di portare a termine i suoi studi. Tornato a Firenze conobbe sua moglie. Il caso volle che si trattava di una donna che viveva a soli pochi chilometri di distanza da lui. E pensare che in Val Venosta non si erano mai incrociati! L’incontro con Sonja, donna orientata all’ecologia, da lungo tempo vegetariana, fu un altro importante punto di svolta per Alexander. Affascinato da questo stile di vita, iniziò ad informarsi su come potesse influenzare l’agricoltura.

 

Anche un contadino deve trovare il bandolo della matassa

Terminati gli studi, Agethle si trasferì nuovamente. Seguì un progetto europeo presso l’istituto di ricerca alpina nella citta bavarese di Garmisch-Partenkirchen e partecipò ad un’operazione umanitaria in Cossovo. Non mancava però di fare spesso rientro a casa. “Questo mi ha permesso di avere sempre ben presente quanto siamo privilegiati qui” spiega. Quasi trentenne, cominciò a pensare seriamente al suo ritorno in Alto Adige. Ma molte domande per lui non avevano ancora una risposta… Com’è possibile acquistare foraggio proveniente da tutto il mondo e allevare il bestiame in modo redditizio? Come si può utilizzare la soia del Sud America per la produzione di prodotti caseari, che da Bolzano vengono poi portati in tutto il mondo? “Tutto ciò non era coerente con la mia anima verde. Ho voluto sviluppare un’attività agricola in grado di sfruttare ciò che abbiamo qui” prosegue Agethle.

 

Affinché tutto rimanga uguale al maso Englhof, deve cambiare tutto.

I conflitti furono inevitabili quando nel 2003 rilevò il maso di famiglia. Cancellò un’intera vita di lavoro, quella dei suoi genitori. Scambiò tutti gli animali da allevamento con mucche della razza bruna originale della zona (specie a rischio di estinzione). Aveva deciso di produrre formaggio con Max Eller, suo caro amico e casaro. Non volevano produrre il classico formaggio reperibile in molte delle malghe da latte della zona. La loro era tutta un’altra filosofia, affine alla tradizione e al nome del maso “Englhof”.  Iniziarono trasformando il latte delle loro dodici mucche nella cantina di casa. Quando seppe che la vecchia latteria del paese era in vendita, Agethle non perse tempo. L’edificio confinava proprio con il suo maso e a lui serviva spazio per la produzione e la vendita del formaggio.

 

Condividi il tuo successo con gli altri, è questo il nuovo modello aziendale

Come racimolare il denaro necessario? Agethle è un contadino imprenditore e sceglie di percorrere una nuova strada: il cosiddetto “crowdfunding”.  La sua è un’iniziativa di prevendita. Si possono acquistare oggi buoni per formaggio per un valore di 500 euro o multipli. I buoni, i cosiddetti “Englhörner”, possono essere riscattati direttamente al caseificio e vengono anche accettati come moneta all’hotel Greif di Malles Venosta e al ristorante Broeding di Monaco.

Sono già stati raccolti 180.000 euro e l’azione non è ancora terminata. Agethle è particolarmente sorpreso dalla massiccia partecipazione a questo credito etico: “Mi meraviglia che così tante persone desiderino spendere i propri soldi in qualcosa di utile” ammette.

In lontananza si sente il rumore delle campane. Le mucche sono di ritorno. Alexander Agethle salta in piedi e si dirige verso la stalla. Se non va personalmente a prendere le sue “ragazze” al pascolo, le vuole come minimo salutare una per una. Vedendo gli animali avvicinarsi al trotto, si potrebbe pensare che siano consapevoli della loro fortuna. 

È pentito di non essere tornato in America? Agethle sorride tra sé. “No – dice voltandosi verso la stalla – va tutto bene, così com’è”.

Una fattoria in Alto Adige non è un ranch in California

Agethle non l’ha sempre pensata così. Quando studiava agricoltura a Firenze e successivamente, quando ha lavorato in un allevamento in California, aveva davanti a se un’idea piuttosto classica di proprietà agricola e massimizzazione dei profitti. Fu dura quando fece un breve rientro a casa e si vide poi negare il visto per gli Stati Uniti per non aver prestato servizio militare. Ripensandoci oggi, questa sembra però essere stata una coincidenza davvero fortunata. Agethle desiderava trascorre ancora almeno un anno negli States, la sua delusione fu grande. Elaborò la sua frustrazione praticando sport. Impiegava ogni minuto libero per andare ad arrampicare o correre in bici. E poi decise di portare a termine i suoi studi. Tornato a Firenze conobbe sua moglie. Il caso volle che si trattava di una donna che viveva a soli pochi chilometri di distanza da lui. E pensare che in Val Venosta non si erano mai incrociati! L’incontro con Sonja, donna orientata all’ecologia, da lungo tempo vegetariana, fu un altro importante punto di svolta per Alexander. Affascinato da questo stile di vita, iniziò ad informarsi su come potesse influenzare l’agricoltura.

 

Anche un contadino deve trovare il bandolo della matassa

Terminati gli studi, Agethle si trasferì nuovamente. Seguì un progetto europeo presso l’istituto di ricerca alpina nella citta bavarese di Garmisch-Partenkirchen e partecipò ad un’operazione umanitaria in Cossovo. Non mancava però di fare spesso rientro a casa. “Questo mi ha permesso di avere sempre ben presente quanto siamo privilegiati qui” spiega. Quasi trentenne, cominciò a pensare seriamente al suo ritorno in Alto Adige. Ma molte domande per lui non avevano ancora una risposta… Com’è possibile acquistare foraggio proveniente da tutto il mondo e allevare il bestiame in modo redditizio? Come si può utilizzare la soia del Sud America per la produzione di prodotti caseari, che da Bolzano vengono poi portati in tutto il mondo? “Tutto ciò non era coerente con la mia anima verde. Ho voluto sviluppare un’attività agricola in grado di sfruttare ciò che abbiamo qui” prosegue Agethle.

 

Affinché tutto rimanga uguale al maso Englhof, deve cambiare tutto.

I conflitti furono inevitabili quando nel 2003 rilevò il maso di famiglia. Cancellò un’intera vita di lavoro, quella dei suoi genitori. Scambiò tutti gli animali da allevamento con mucche della razza bruna originale della zona (specie a rischio di estinzione). Aveva deciso di produrre formaggio con Max Eller, suo caro amico e casaro. Non volevano produrre il classico formaggio reperibile in molte delle malghe da latte della zona. La loro era tutta un’altra filosofia, affine alla tradizione e al nome del maso “Englhof”.  Iniziarono trasformando il latte delle loro dodici mucche nella cantina di casa. Quando seppe che la vecchia latteria del paese era in vendita, Agethle non perse tempo. L’edificio confinava proprio con il suo maso e a lui serviva spazio per la produzione e la vendita del formaggio.

 

Condividi il tuo successo con gli altri, è questo il nuovo modello aziendale

Come racimolare il denaro necessario? Agethle è un contadino imprenditore e sceglie di percorrere una nuova strada: il cosiddetto “crowdfunding”.  La sua è un’iniziativa di prevendita. Si possono acquistare oggi buoni per formaggio per un valore di 500 euro o multipli. I buoni, i cosiddetti “Englhörner”, possono essere riscattati direttamente al caseificio e vengono anche accettati come moneta all’hotel Greif di Malles Venosta e al ristorante Broeding di Monaco.

Sono già stati raccolti 180.000 euro e l’azione non è ancora terminata. Agethle è particolarmente sorpreso dalla massiccia partecipazione a questo credito etico: “Mi meraviglia che così tante persone desiderino spendere i propri soldi in qualcosa di utile” ammette.

In lontananza si sente il rumore delle campane. Le mucche sono di ritorno. Alexander Agethle salta in piedi e si dirige verso la stalla. Se non va personalmente a prendere le sue “ragazze” al pascolo, le vuole come minimo salutare una per una. Vedendo gli animali avvicinarsi al trotto, si potrebbe pensare che siano consapevoli della loro fortuna. 

È pentito di non essere tornato in America? Agethle sorride tra sé. “No – dice voltandosi verso la stalla – va tutto bene, così com’è”.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *