Strozzapreti: dalla Romagna una pasta dal nome…singolare! – di Michela Fioramonti –

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Le massaie romagnole preparavano secoli fa una pasta talmente buona che i preti se ne ingozzavano a tal punto da…

 

Gli strozzapreti romagnoli

Nella cucina romagnola i primi piatti, si sa, hanno una grande importanza e un posto di riguardo: lasagne, cappelletti, tagliatelle sono alcuni dei piatti più conosciuti e apprezzati del nostro paese, insieme ad un altro piatto “figlio” della Romagna: gli strozzapreti. Una pasta preparata con ingredienti essenziali come farina, acqua e sale da cui si ricavano delle striscioline lunghe qualche centimetro e di base quadrata o rettangolare, le quali vengono arrotolate su sé stesse grazie alla sapienza delle mani degli artigiani, formando così dei grossi e lunghi cannelli. Lessata in acqua bollente e condita con i sughi più svariati, (come il tradizionale al ragù di carne o salsiccia) questa pasta è orami apprezzata anche fuori i confini della Romagna. Attenzione però, questa tradizionale pasta romagnola, diffusa anche in alcune zone del centro Italia non ha nulla a che fare con altre preparazioni, diffuse nelle regioni del sud che portano lo stesso nome o il nome simile di strangulapriévete, ma che sono più simili a degli gnocchi.

Il nome e le leggende

Lo stravagante nome di questa pasta ha naturalmente creato numerose leggende sulla sua origine. Interessante è notare che un nome così bizzarro è diffuso in diverse regioni italiane anche se indica piatti differenti. È dai verbi greci straggalào, (arrotolare) e prepto (incavare) che alcuni pensano potrebbe derivare il sostantivo “strangulapriévete ” nome con cui si indicano degli gnocchetti diffusi nel sud Italia. Che questa spiegazione possa valere anche per gli omonimi romagnoli? Se questa domanda rimane aperta sono però diverse le leggende che cercano di spiegare questo strano nome per gli Strozzapreti romagnoli. Mote di queste storie si basano sull’anticlericalismo molto diffuso in passato in Emilia Romagna dove governava lo Stato della Chiesa che imponeva tasse e rigidi costumi. Una racconta per esempio che le donne romagnole preparavano questo piatto e la offrivano al prete del paese, mentre i mariti auguravano al prete che si abbuffava di strozzarsi! Un’altra vede le stesse massaie come protagoniste: non potendo ribellarsi apertamente ai preti che “vivevano sulle spalle della povera gente” preparavano per i preti in visita una pasta talmente buona che i prelati se ne abbuffavano e si strozzavano.

 

La ricetta degli strozzapreti

Ingredienti

  • 400 gr di farina
  • 1 uovo
  • 150 ml di acqua tiepida
  • sale q.b.

 

Preparazione

1- Disporre anzitutto la farina a fontana, con il classico buco al centro in cui rompere l’uovo.

2- Mischiare dunque il tutto aggiungendo il sale e l’acqua amalgamando bene gli ingredienti e impastando fino a quando il composto non risulta omogeno e senza grumi.

3- Lasciare a riposare per 10-15 minuti prima di dividerla in porzioni e stenderla con un mattarello fino a raggiungere lo spessore di qualche millimetro (lo spessore classico della pasta fresca).

4- Tagliate a questo punto delle strisce di pasta (come delle tagliatelle), fatele passare fra i palmi delle mani arrotolandole e
staccate delle piccole porzioni.

5- Dopo un periodo di asciugatura è già tempo per la cottura in abbondante acqua salata bollente.

Un consiglio? Preparate una quantità abbondante di strozzapreti; potrete congelarli e averli pronti al momento giusto.

Michela Fioramonti

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