IL CORRETTO ACCOSTAMENTO VINO CIBO -di Remo Pantano-

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Quando si deve scegliere il vino più adatto per le pietanze, occorre lasciare da parte l’improvvisazione e cercare il giusto accostamento, per valorizzare il cibo e realizzare un connubio piacevole e affascinante. Il vino sbagliato può rovinare il sapore e il ricordo di una pietanza, tanto faticosamente preparata, ugualmente un alimento non adatto può castigare il sapore del vino.

La maniera più semplice e più tradizionale per accostare il vino alle pietanze, stupendi “compagni” inseparabili, è rappresentata dal “contrasto”, contrapponendo la dolcezza, il salato, l’acidità e il sapore amaro del cibo, con la struttura e l’equilibrio del vino. La concentrazione, invece, va ponderata bene e si può ottenere con la similitudine, a una pietanza sarà accostato un vino di complessità elevata, strutturato e robusto. Gli alimenti ricchi di grassi, saranno accostati a vini bianchi dalla discreta acidità e magari anche frizzanti, mentre nel caso dei rossi si sceglieranno quelli un po’ tannici ed alcolici. Le preparazioni gastronomiche aromatiche e piccanti si degustano meglio con vini morbidi; gli alimenti consistenti e ben strutturati, si accostano ai vini di corpo; le preparazioni dolci si accompagnano di preferenza con vini dolci o amabili. L’aperitivo, costituito da un antipasti delicati o di pesce, con un primo a base di riso, crostacei e molluschi crudi, con pesce alla griglia, è indicatissimo il vini bianco secco di basso tenore alcolico, giovane, fresco, acidulo e di stoffa leggera. Ottimi come aperitivi sono anche i vini bianchi “elevati” in barriques. I vini più ricchi di corpo sono ottimi con la carne arrostita, i primi piatti con poco sugo, il pesce alla griglia o al cartoccio e con le uova. Da tenere in considerazione poi i vini rosati, sicuramente più strutturati dei bianchi, sono perfetti da servire con gli antipasti tipici italiani, le minestre paesane, la carne al sugo e il pesce arrostito. I vini rossi leggeri si sposano egregiamente i piatti di carne, ma non disdegnano i ragù caratteristici. I rossi invecchiati, strutturati, dal corpo possente e vellutato, stanno bene con il brasato e la carne alla griglia, senza dimenticare la cacciagione. Spumanti dolci con il dessert, anche se qualcuno abbina imperterrito lo spumante brut, mettendo in difficoltà il palato. Fine pasto goloso con qualche scaglia di cioccolato fondente e Buttafuoco chinato! Cosa volere di più dalla vita? Una buona grappa!

Remo Pàntano

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