Ristorante QBARA a Dubai. di -Loris Gobbo-

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Firmato dallo studio giapponese Glitt, il nuovo ristorante Qbara di Dubai colpisce per i suoi arredi vistosi e le pareti animate da proiezioni colorate

Da quando è stato inaugurato, un paio di anni fa, Qbara è in cima alle classifiche dei migliori ristoranti di Dubai. Non solo per i piatti che mescolano i sapori della cucina araba e mediorientale con un tocco creativo di preparazioni e sapori internazionali. Non appena si varca l’ingresso, contraddistinto da un percorso di candele accese e situato in un angolo poco attraente vicino al Raffles Hotel, l’impressione è di entrare in un’altra dimensione, in cui la cura del décor è all’altezza di cocktail molto ricercati e piatti meditati in ogni dettaglio. Quello che colpisce nel gioco di luci e ombre, riflessi e proiezioni, è la capacità di costruire per ciascun cliente il giusto grado di intimità nonostante i 300 coperti si trovino quasi tutti nello stesso ambiente di 1.200 metri quadrati, seppur distribuiti su due piani.

Chi vuole vivere un’esperienza ancora più appartata può cenare nella grande nicchia rettangolare che si trova alla fine del corridoio d’ingresso, vicino alle cucine a vista, circondata ai tre lati da una cascata di luce color oro, tonalità ricorrente in molti angoli del locale così come il rosso, che caratterizza le comode sedute disposte come petali attorno ai tavoli (con cassettino a scomparsa poggia-pochette), o il reticolo che funge da cornice nella grande parete semicircolare del piano terra (rivestita da un puzzle di 280 tappeti afghani tinti nelle tonalità dell’arancione ruggine). Scenografico anche il lampadario spazio che illumina lo spazio, composto da 658 sfere di vetro soffiato di diverse dimensioni.

Al piano superiore si trovano altre tre aree private per la cena, decorate con 175 metri complessivi di tappeti, affastellati uno sull’altro alle pareti per ricreare l’atmosfera di un negozio marocchino, mentre un’altra area è contraddistinta da pannelli intagliati, che richiamano la grande parete di 10 x 12 metri situata dietro il bancone del bar. È qui che Qbara esprime la sua vocazione non soltanto di ristorante ma anche di luogo in cui è piacevole fermarsi: un sistema di “projection mapping” trasforma il grande muro di legno in uno schermo su cui prendono vita suggestive animazioni a ritmo di musica, presente ma non invadente, selezionata dal dj in piedi di fronte alla console. Il progetto è opera del designer giapponese Noriyoshi Muramatsu e del suo Studio Glitt che ha realizzato gli interni spettacolari di vari ristoranti del brand Zuma in giro per il mondo, più vari locali negli Emirati Arabi, in Asia e a Londra.

 

Loris Gobbo

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