I Templi dell’Umanità di Damanhur – di Loris Gobbo –

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Questo è sicuramente tra i luoghi più strani e incredibili che potreste vedere al mondo. E non vi aspettereste mai di trovarlo nel nostro paese. Anche perché è insospettabilmente nascosto in un piccolo centro della Valchiusella in Piemonte. Vidracco è poco lontano da Torino ed è un comune di soli 500 abitanti, ma cela un grande segreto: il tempio sotterraneo più grande del mondo, certificato dal Guinness dei Primati. 850.000 m³ dislocati su cinque livelli che raggiungono la profondità di 72 metri. E un reticolo di camere e corridoi, decorati con mosaici, bassorilievi, dipinti, vetrate con colori accesi e vivaci. Vi sono sette sale principali, ognuna delle quali ha un nome mistico:  la sala dell’Acqua, la sala della Terra, la sala delle Sfere, la sala degli Specchi, la sala dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto. Ma questa costruzione epica non è il lascito di qualche arcana popolazione dalla cultura millenaria…

La Federazione di Damanhur è una piccola comunità autogestita che vive nella Valchiusella. Molti la paragonano alla stregua di una setta, e chi ne è uscito ne ha descritto gli aspetti tipici. Ma non è di questo che vogliamo parlare, bensì del suo fondatore, Oberto Airaudi o Falco, come preferisce farsi chiamare. È lui che nel 1977 ha dato inizio ai lavori per la costruzione del tempio, ispirato da delle visioni mistiche avute da bambino secondo lui appartenenti a una vita passata. È così che, individuato il terreno adatto, si mette all’opera armato di vanghe e picconi con un gruppetto di fedeli e comincia a scavare. Col tempo arrivarono volontari da tutto il mondo, per concretizzare quella visione. Che fosse o meno qualcosa di realmente spirituale, sta di fatto che ci sono riusciti. Ed è straordinario per due motivi. Il primo è che il lavoro si è basato nient’altro che sulle bozze del loro leader, che non era certo un ingegnere, auto-finanziandosi grazie a piccole attività locali.

Il secondo, è che per 16 anni sono riusciti a mantenere tutto nel segreto più totale, senza che il mondo esterno ne sapesse niente. Soprattutto il governo italiano, che avrebbe avuto da ridire su una costruzione abusiva di tali proporzioni. Fino a quando nel 1992 tre poliziotti e un pubblico ministero si presentano alla porta esclamando “Mostrateci i templi o faremo saltare tutto con la dinamite”. Non potendo fare altro i Damanhuriani li fecero entrare. All’ingresso nel primo tempio i quattro restarono letteralmente a bocca aperta: quello che videro era un’enorme camera circolare di 8 metri di diametro con una colonna centrale nella quale erano scolpiti un uomo e una donna, che reggeva un soffitto fatto di vetrate colorate. E lo stupore aumentava camminando per le varie sale. Il governo decise di sequestrare il tempio permettendo ai suoi costruttori di completare le decorazioni, ma di non proseguire oltre. In seguito la struttura è stata condonata e i Damanhuriani ottennero il permesso di completarla. Venne addirittura definita dal governo stesso l’ottava meraviglia del mondo. Forse un giorno lo diventerà davvero e fra qualche secolo verrà ricordata come l’eredità di una cultura antica. Oggi possiamo sicuramente definirlo il luogo più strano d’Italia, e senza dubbio unico al mondo.

 

Loris Gobbo

 

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