Alla scoperta di Matera

Matera, oggi comune di circa 55.000 abitanti, è città antichissima e la sua origine si perde nella preistoria. Le grotte di Matera costituiscono il più esteso e meglio conservato insediamento preistorico del bacino del Mediterraneo, nonchè uno dei siti abitati più antichi del mondo. Fino al XX secolo i Sassi rappresentarono un complesso abitativo di tutto rispetto – quelle che erano nate come semplici grotte, infatti, furono complessivamente ampliate e sviluppate sino a divenire vere e proprie case. Il sito era talmente fiorente che nel 1663 Matera divenne il capoluogo della Basilicata, ruolo che mantenne fino al 1806. L’espressione più alta dell’arte rupestre sviluppatasi nel territorio della città, è da ricercarsi nelle decine di chiese (155 accertate) scavate nel tufo. Attualmente la città, ubicata a 401 metri s.l.m., consta di parti di varie epoche: quella più antica dei Sassi; la parte medievale- rinascimentale; la città nuova. Il 18 ottobre 2014 Matera è stata designata Capitale Europea 2019 della Cultura.

 

Matera è un luogo straordinario, una specie di museo all’aperto dove il presente si è fuso armoniosamente col passato, un museo che conserva integre le tracce della civiltà rupestre e, come nessun’altro posto io abbia mai visto, offre uno scenario vivido dell’oramai tramontata civiltà contadina. Nella città si respirano passione, orgoglio, dignità e direi anche voglia di fare e fermento, è un Comune che ha saputo trasformare una pagina drammatica della propria storia in una occasione di riscatto. E ce l’ha fatta, perchè è diventata sito Unesco e sarà capitale europea della Cultura nel 2019. Ma se non la si è visitata, queste candidature fanno piacere sì, ma non possono venire nè capite nè apprezzate. Lo stesso valeva per me fino ad una decina di giorni fa, quando arrivai a Matera per la prima volta.

Nel territorio pianeggiante bruciato dal sole che ho dovuto attraversare per arrivarci, Matera non la si scorge, meno che meno quando si è a pochi chilometri. Sorprende in modo pazzesco quindi, quando d’improvviso praticamente ti ci trovi davanti.

Lo scenario è incredibile, ma ciò che dà l’impatto è niente in confronto a ciò che si riceverà visitandola a fondo tutta, con calma.

I Sassi oggi testimoniano un passato di povertà difficile da immaginare.. ma per fortuna sono solo per pochi (o nessuno credo) una casa in cui fare ritorno, mentre sono diventati per tutti i materani un motivo di orgoglio e di riscatto.

La grande pulizia, la cura di ogni dettaglio, l’organizzazione della città e, ripeto, questo orgoglio della gente, sono palpabili dopo poco, ci si sente davvero in un posto diverso in cui mai si era stati prima.

Matera si trova praticamente a svettare abbarbicata sulla estremità di una gola profonda, alla cui base scorre il torrente Gravina; sull’altro versante le magnifiche chiese rupestri e la riserva naturale dell’altopiano della Murgia.

Cercherò al meglio di far capire come è fatta e basta. Descriverne la bellezza è impossibile. Il centro storico è delimitato a ovest dalla via Lucana, oltre la quale c’è solo il castello (non andateci, non ne vale la pena; tra l’altro è impossibile avvicinarsi perchè è in fase di ristrutturazione) e ad est dalla Gravina, solcata a valle appunto dal torrente con lo stesso nome. La parte su di un unico livello, in cui è piacevole passeggiare e mangiarsi un gelato ammirando le bellezze architettoniche, è una piccola porzione di città tra via Lucana e via del Corso, è la città barocca, chiamata non a caso Piano. Oltre questa “linea”, il centro digrada seguendo la Gravina e dà vita alle due conche dei sassi (Caveoso e Barisano) ai lati dello sperone della Civita, su cui domina il Duomo. Con una cartina alla mano tutto sembrerà più facile, o quasi… perchè non ci si rende conto delle decine e decine di metri di dislivello che si dovranno continuamente affrontare, andando su e già tra bellissime scalinate, anfratti, viuzze, stradine acciottolate che si intersecano e così via, da una parte all’altra, per scoprire la città più che si può. Comunque giuro che nessuna descrizione può preparare allo spettacolo che questa meravigliosa città di tufo offre. Preparate macchina fotografica e anche le gambe, è davvero dura, col caldo poi ancora di più.

Consiglio assolutamente di fare due giorni (e anche di più per chi potesse) a Matera, c’è tanto da vedere, c’è tanto da camminare e c’è tanto da contemplare. E’ stupenda tutta, la gente è cordiale e affabile ed anche la provincia ha tanto da offrire, soprattutto a livello naturalistico.

La città è unica di per sè, ma onestamente credo che in estate dia decisamente il meglio, perchè la differenza la fa la LUCE.

Ho vissuto al tramonto uno dei momenti più belli di anni e anni di viaggi in giro per il mondo e l’ho fatto dal cosiddetto “belvedere”. Per un panorama senza eguali, consiglio infatti, poco prima del tramonto, di recarsi fuori città (in auto 6-7 minuti) seguendo le indicazioni per la Murgia Timone e poi il cartello per la riserva. Si arriva in un luogo surreale e anche mistico, a piedi si raggiunge lo strapiombo, passeggiando tra alcune delle numerosissime chiese rupestri, e si vedrà piano piano il sole spegnersi dietro la città… Ci hanno girato la scena della crocifissione de “la passione di cristo” se non erro (me l’hanno detto dei campeggiatori conosciuti in loco) e l’atmosfera evocata in effetti è perfetta.

Un incanto.

Un sogno. Peccato solo che Matera, per chi abita al nord, sia davvero difficile da raggiungere: non ha aeroporto, in auto è davvero lunga e in treno meglio scordarselo. Ho sentito voci che parlavano di progetto aeroportuale… bah, staremo a vedere. Io so per certo che l’estate prossima ci tornerò a tutti i costi, perchè è uno dei luoghi più magici che abbia mai visto.

Unica nota negativa: il torrente Gravina. Ho sceso le scalinate nella roccia che dal Caveoso portano giù al torrente, sognando magari di metterci i piedi (faceva un caldo pazzesco) e.. il tanfo mostruoso di fogna e liquame chimico, unito ad un’acqua di un colore indefinibile e piena di schiuma… ha distrutto il sogno!!!

Città

Cosa vedere: Tutto! Ma metto i siti secondo me assolutamente da non perdere: casa cava, casa noha, casa ortega, chiesa di S.Pietro Barisano, Palombaro lungo, MUSMA, Murgia Timone.

Dove mangiare: Non si sbaglia ristorante e/o trattoria neanche a farlo apposta, perchè si mangia bene ovunque, a prezzi onesti (salvo eccezioni). Il pranzo lo si può tranquillamente fare andando a comprare qualcosa nelle deliziose panetterie/ rosticcerie, con tutte quelle focacce squisite..

Dove dormire: Io ero in appartamento nella città barocca e sinceramente è una sistemazione che consiglio.

 

Ildebrando

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