Il risotto più buono del mondo Il risotto più buono del mondo, un’americana vince la finale del Risotto World Challenge. Scoprite i segreti per un risotto perfetto!

Il risotto si sta sempre più affermando come uno dei piatti simbolo della cucina italiana nel mondo. E mentre dappertutto spuntano come funghi le Risotterie (ristoranti dove si cucinano esclusivamente piatti a base di risotto), nasce persino una competizione culinaria internazionale: il Risotto World Summit, dove ogni anno cuochi di tutto il mondo si sfidano nella preparazione del piatto.

L’ultima tappa della competizione (passata per Hong Kong, Mosca, e, naturalmente, Milano), è stata New York, con vincitrice l’americana Megan Coombes, autrice di un magnifico Risotto con Anatra Confit e Melagrana.

Tra le altre ricette in gara Risotto vegetariano con indivia e uova e persino un semplicissimo ma delizioso Risotto al Pomodoro.

Ai fornelli non poteva mancare un cuoco italiano, Pasquale Abbatiello, che ha preparato un magnifico Risotto giallo alla milanese.

Il leitmotv della manifestazione è preservare la tradizione italiana, nella preparazione e nella cottura del risotto.  Ma come nasce il principe dei risotti: il risotto alla milanese?Scopriamolo assieme.

Riso, caratteristiche e ricette

Il riso è il cereale più prodotto e consumato, al mondo. La varietà delle possibili preparazioni è molto ampia e va dagli antipasti al dolce. Conosciamo meglio il riso.Il riso

è sicuramente il cereale più consumato al mondo. Oltre il 33% della popolazione terrestre, infatti, consuma abitualmente alcune delle numerose varietà di riso normalmente prodotte.
Esistono diverse varietà di riso, ma possiamo  dividerlo nelle seguenti categorie: comune, semifino, fino e superfino.
    La storia del riso
E’ opera difficile tracciare le origini del riso. Le prime varietà, si suppone, furono trovate nell’Himalaya, oltre 12.000 anni fa; ma diverse sono anche le specie trovate nell’Asia Orientale, dove è possibile trovarlo ancora oggi.
Le prime notizie sul riso, scritte nel VI ° Secolo a.c. lo definiscono con una forma simile a quello della spelta,
ovvero uno stelo sottile e lungo.
Le fonti raccontano che gli italiani vennero a conoscenza delriso dopo che la Spagnadivenne provincia romana, poiché in Spagna il cereale era giunto prima, come fonte di scambio tra alcuni paesi, tra cui l’Egitto.Oggi il Giappone è uno dei principali consumatori, ma non sempre fu cosi. Per molti secoli il riso era il cibo dei guerrieri e dei mercanti. Solo alla fine del novecento fu concesso a tutta la popolazione. I greci scoprirono il riso nel periodo dell’invasione dell’India diAlessandro Magno. E gli arabi hanno contribuito nella diffusione del riso in Egitto, quindi Marocco, e nello stretto di Gibilterra.

Per trovare la prima risaia di moderna concezione dobbiamo fare un passo indietro alla metà del 1400, dove in Lombardia troviamo documenti che attestano opere di adduzione di acque per le grandi risaie.
Il territorio paludoso ha favorito l’estensione delle coltivazioni, che fino alla prima metà del 1800 riguardavano principalmente il “nostrale”. Successivamente arrivarono delle varietà di riso asiatico che contribuirono a gettare le basi della moderna risicoltura.
Dalla Lombardia la coltura del riso si espanse anche nel Piemonte, in modo particolare a Novara e Vercelli, pur instaurando a Mortara (PV)  uno dei centri più moderni per il riso.

Nel passato la risicoltura è stata messa sotto accusa quale fonte di inquinamento dell’aria e del propagarsi della malaria. e ancora oggi i Piani Regolatori delle città dove si trovano le risaie stabiliscono le “zone di rispetto” per limitare l’ampia diffusione delle zanzare. Diverse sono le tipologie di riso:

Comune: Riso ricco di amido e ha il chicco inferiore a 5,4 mm. Questo tipo di riso è ideale per le minestre e zuppe, ma va anche bene per le crocchette e dolci a base di riso. La cottura media è di 13minuti.
Semifino: Riso dal chicco arrotondato di 6,4 mm e ottimo per i piatti come supplì, sartù, timballi, ma anche semplice riso in bianco. La cottura è di 15 minuti circa e deve essere cotto con una quantità d’acqua pari a cinque volte il suo peso.
Fino: Il chicco ha la forma prolungata ed è piuttosto grosso. Con questo riso si fanno le minestre, insalate e piatti unici come gli arancini rustici. La cottura supera i 16 minuti e deve essere cotto con acqua pari a sei volte il suo peso.
Superfino : Il chicco supera la lunghezza di 6,4 mm. Questa qualità di riso è ideale per i risotti mantecati, insalate e antipasti. La cottura è di 20 minuti circa.La leggenda del risotto alla milanese

Milano è considerata all’unanimità la capitale mondiale del risotto. Molte sono le leggende sulla nascita del classico risotto alla milanese con zafferano. Secondo un vecchio manoscritto nacque l’8 settembre del 1574, quando tra le portate del matrimonio della figlia di Mastro Valerio di Fiandra, che lavorava alle vetrate del Duomo, fu servito un piatto a base di riso dorato al posto del previsto riso bianco al burro. Ad aggiungere per scherzo lo zafferano nel riso era stato l’assistente del Mastro, che aveva la mania di mescolare sempre un po’ della spezia gialla nelle sue miscele di colori. Il risotto, contrariamente alle previsioni del ragazzo, ebbe un successo così strepitoso che la notizia del piatto “alla moda” si diffuse per tutta la città e ben presto Milano (e poi l’Italia intera) assaggiava il risotto allo zafferano.

I segreti per preparare un risotto perfetto

Ecco alcuni trucchi per preparare un risotto degno di uno chef stellato:
•    Riso superfino: è la qualità di riso più adatta al risotto, ha chicchi grossi e allungati
•   Burro al posto dell’olio: a meno che non si tratti di ricette a base di pesce o verdure. Il burro deve essere di buona qualità, gustoso e compatto, di colore caldo
•   Tostare il riso: buttatelo nel fondo di cottura scelto e farlo cuocere a fiamma vivace finché non diventa semitrasparente (solitamente per circa 1 minuto)
•   Il brodo: no al brodo di dado, meglio quello fatto con le verdure, la carne o il pesce (a seconda del tipo di risotto)

•   Spegnere prima: Il riso va sempre spento qualche minuto prima della fine della cottura e mantecato a fuoco spento, con l’aggiunta di una noce di burro e un pugnetto di parmigiano.

 

 

 

 

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