Il Marsala, sapore siciliano e storia inglese. By Saverio Pepe

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Il Marsala è il più vecchio dei vini DOC italianicon una gradazione media di circa 18 gradi. Vino liquoroso secco, semisecco o dolce, può accompagnare la migliore pasticceria, unirsi ai più particolari formaggi ed essere tra i migliori fuori pasto del mondo. Un vino speciale che è diventato mito dell’enologia italiana. E’ considerato uno dei più grandi vini da dessert del mondoed è famoso per la sua versatilità: dagli aperitivi alle feste importanti, dai Wine taste alle cene di lusso, il vino marsala è presente con le sue note di colore e di aroma. Sono proprio i profumi e le sfumature dei vari tipi di marsala che danno a questo prodotto tipico siciliano una identità che è difficile raccontare se non attraverso la degustazione. Il fascino di questo vino liquoroso sta nella capacità di esaltare sia le ricette semplici e di alta cucina, che la semplice degustazione privata. Celebrato in tutto il mondo, è consideratocome profumo prima di un vino. Secondo gli esperti è proprio la sua intensa caratteristica odorosaa restare fissa come ricordo nella mente dei consumatori.

La coltivazione delle uve

La ricchezza aromatica e zuccherina delle uve del Marsala nasce anche dal metodo di coltivazione ad alberello, antichissimo come la coltura stessa della vite. La vigna è messa in una piccola conca con una particolare potatura, sviluppando i grappoli nella parte più bassa della pianta, quasi a contatto con il terreno, mentre le tantissime foglie, creano un cono d’ombra, proteggendoli dal sole e rinfrescando il terreno sottostante. Una forma particolare di agricoltura, ideale per il clima assolato di queste terre, una pratica tradizionale che necessita esclusivamente di duro lavoro manuale ma che regala poche ma eccezionali uve per i più grandi Marsala.

Marsala

Questo vino viene dalleterre occidentali siciliane, prendendo il nome dalla cittadina omonima. Un territorio fatto di mare, campagne, colline, dove domina il sole e la grande storia mediterranea, tradizioni enogastronomiche, importanti siti storici, archeologici e naturalistici che è possibile conoscere percorrendo la Strada del Vino di Marsala, con i suoi itinerari che uniscono il Mediterraneo e le campagne siciliane. Canneti, case sparse e vigneti che coprono piccoli fazzoletti di terra e tantissimi “bagli” le straordinarie costruzioni rurali che sono diventate agriturismi, osterie, cantine dove degustare il Marsala e non solo. Il mare ha colori stupendi ed ha la fortuna di essere tra i più puliti d’Europa ed è puntellato di saline che producono quello che è considerato il migliore sale marino del mondo. Tra vigneti, siti archeologici e i mulini tipici, questo territorio è la cornice più adatta a un vino unico e inimitabile.

Il Marsala: inglese per caso

Il vino Marsala deve la sua nascita a una tempesta che costrinse nel 1773 John Woodhouse, ricco e famoso commerciante di Liverpool, ad approdare con la sua nave nel porto di Marsala invece che a Mazara del Vallo, dove era diretto per concludere un affare.
 Sbarcato nella cittadina siciliana, per festeggiare lo scampato pericolo, Woodhouse andò in un’osteria del porto, dove assaggiò il Perpetum, un vino forte locale, simile al Madeira o al Porto, che tanto piaceva agli Inglesi. Decise così di acquistarne una grossa scorta da vendere in Inghilterra ma a quel tempo il trasporto di vino per mare, portava grandi problemi di conservazione. Woodhouse aggiunse alle botti dell’alcol, aumentando così la gradazione del vino e assicurandone la conservazione fino a destinazione. La prima spedizione fu un incredibile successo. Tutte le botti furono vendute in pochi giorni e questo convinse Woodhouse a tornare definitivamente in Sicilia per sviluppare una nuova e stabile attività commerciale. Alla fine del XVIII secolo il vino marsala era ormai abitualmente bevuto su tutte le navi di Sua Maestà britannica, anche l’ammiraglio Nelson era solito festeggiare una vittoria con il vino marsala di Woodhousee proprio in seguito alla battaglia navale di Trafalgar, che si cominciò a parlare del marsala come vino della vittoria. Solo nel 1832 che, finalmente, troviamo un nome italiano fra i produttori di marsala, quello di Vincenzo Florio, ancora oggi uno dei principali e più quotati produttori di questo pregiato vino.

Le tipologie di Marsala

Il Marsala ha diversi tipi di produzioni, nate dalla sperimentazione e seguendo le mode e le esigenze del mercato soprattutto estero. Per il vino marsalasono utilizzate le varietà il Grillo, il Catarratto, l’Insolia e il Damaschino, oppure varietà a bacca nera come il Pignatello, il Nero d’Avola e il Nerello Mascalese. Le uve, dopo essere state selezionate, passano alla spremitura. Il mosto inizia la fermentazione, al termine della quale si ottiene un vino base forte e corposo. Si aggiunge poi alcol vinico o acquavite di altissima qualità che ne aumenta la gradazione. Nasce così il Marsala Vergine, il cui affinamento deve avvenire in botti di legno di rovere per almeno 5 anni, mentre per ottenere la denominazione Riserva o Stravecchio, gli anni non possono essere inferiori a dieci. Altro tipo di vino Marsala è quella dei “conciati”, ai quali è aggiunta anche la “mistella”, un mosto non fermentato che porta zuccheri e profumi di una complessità rara e irripetibile. Eventualmente si aggiunge il mosto cotto, che fa ottenere un gusto morbido e colorazioni ambra. I conciati del vino marsala si classificano in varie tipologie in base al colore, agli zuccheri e agli anni d’invecchiamento e sono:

  • Marsala Oro senza aggiunta di mosto cotto.
  • Marsala Ambra con aggiunta di mosto cotto.
  • Marsala Rubino  senza aggiunta di mosto cotto e ottenuto da uve nere e bianche.
  • Marsala Secco con zuccheri inferiori a 40 gr/lt
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  • Marsala Semiserio con zuccheri superiori a 40 gr/lt ma inferiori a 100 gr/lt
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  • Marsala Dolce con zuccheri superiori a 100 gr/lt
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  • Marsala Fine con affinamento in legno non inferiore ad un anno.
  • Marsala Superiore con periodo di affinamento in legno non inferiore a due anni.
  • Marsala Superiore Riserva con periodo di affinamento in legno non inferiore a quattro anni.

Il Marsala nel mondo

L’uva prescelta per diventare Vino di Marsala è molto sensibile alle variazioni climatiche anche minime. Grado zuccherino, forza alcolica, venature di colore e variazioni di profumi, sono modificate da pioggia, sole, vento più o meno forti. La produzione segue rigidi protocollied è per questo che la produzione può variare moltissimi da anno in anno, andando dai 50.000 hl sino ad annate in cui si superano i 100.000 hl. Quasi la metà dell’intera produzione è destinata ai mercati esteri, Stati Uniti prima di tutti, poi l’Inghilterra, Germania e la Francia. Da qualche anno Giappone, Scandinavia e soprattutto Russia, sono i nuovi clienti del Marsala. Sui mercati esteri è considerato un prodotto di lusso e di fascinoe le più grandi manifestazioni enologiche celebrano questo vino siciliano, come un capolavoro di gusto e profumo.

Coloniale e vintage

Raffinata ed elegante, l’immagine del Vino Marsala nel mondo passa attraverso le sue etichette e il vetro di altissima qualità, per mostrare le sfumature sempre mutevoli. Comunicare il prodotto vino Marsala attraverso il packagingè un obiettivo primario delle aziende del Consorzio di produzione. La grande attenzione si manifesta attraverso seminari, formazione specifica, ricerca con i migliori design del settore. Le etichette del vino Marsala, sono legate alla storia del commercio inglese nel Mediterraneo, che ha fatto conoscere questo prodotto nel mondo. Per cui le etichette sono sempre molto british, eleganti e funzionali. Oltre allo stile coloniale molto presente è il vintage, perché proprio negli anni 20, il Marsala da prodotto d’importazione in Inghilterra, diventa vino di culto mondiale. La linea di marsala Florio Targa Vintage, che riproduce storici poster pubblicitari dell’epoca, si è aggiudicata due premi: il “Premio Speciale Packaging” per la categoria vini e l’”etichetta d’oro” nella sezione “Vini dolci naturali” al Concorso Internazionale Packaging del Vinitaly.

 

La ricetta tipica del Marsala

Un vino con regole di produzione così rigide ha norme di degustazione altrettanto rigide. Tutti i tipi di Marsala vanno serviti in un bicchiere del tipo “tulipano”, a stelo alto.
Eccellente vino da meditazione, il Marsala può anche essere consumato lontano dai pasti, in particolare la Superiore Riserva, “Dolce” o “Semisecco” a una temperatura di circa 16°C. Per il Marsala Vergine o Vergine Stravecchio, la temperatura ideale è di 12-14°C.
Il vino è utilizzato come ingrediente nella preparazione di moltissimi piatti, dagli antipasti al dolce. Tra le ricette tipiche, le scaloppine al Marsala, gli arrosti e le preparazioni dolci. E’ utilizzato nell’impasto dei cannoli siciliani, per i dolci al cucchiaio, per le macedonie di frutta e per lo zabaione.

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