2000 dollari al giorno per campeggiare – Campeggio di lusso sotto le stelle a New York: è tendenza a Manhattan di Loris Gobbo –

,

Concedersi una tantum un sacco a pelo e dormire sotto le stelle è sicuramente un lusso che regala pace interiore e serenità. Questo lusso a Mahnattan ora si paga a suon di dollari.

Dormire sotto le stelle e in un sacco a pelo, magari immersi nella natura del silenzio di una valle incantata è una visione romantica e pacifica che niente ha a che vedere con il saldo del conto corrente. O almeno questo succede nella stragrande maggioranza del mondo quando decidiamo per una vacanza in nome del camping into the wild e del contatto (spesso anche abbastanza burrascoso) con Madre Terra. Ma non a Manhattan.

Anche dormire sotto le stelle nel cuore della Grande Melaè diventato un lusso. E letteralmente. Si tratta di una delle ultime e più stravaganti tendenze cool a firma dei newyorkesi. Una vera e propria moda che sta contagiando gli hotel di lusso del centro nevralgico di New York che offrono la possibilità di passare la notte completamente all’aperto sui terrazzi e meravigliosi attici delle suite e delle camere con panorama mozzafiato sullo skyline dell’infinito e delle mille luci.

 

L’albergo di lusso fornisce una tenda in terrazzo, che dà la possibilità di ripararsi dal freddo e dalle possibili interperie, munita di sacchi a pelo per bambini e adulti, una stupenda occasione per dormire sotto le stelle tra i vertiginosi grattacieli della metropoli che non dorme mai. I più prestigiosi hotel allesticono quasi una camera matrimoniale con letto e soffici cuscini, rose e drink da sorseggiare sotto il pallido chiarore della luna. Un comodo campeggio di lussosull’attico, con un’enorme differenza dal camping comune e corrente: il servizio in camera è sempre disponibile, si può facilmente cambiare idea se qualcosa va storto ed entrare in una delle suite, e le lussuose cene a lume di candela con cibi raffinati e champagne costosissimi sono all’ordine del giorno. Non male, no?

 

«Questa stanza non ha più pareti ma alberi», cantava un Gino Paoli innamorato, una sensazione divenuta realtà. Si stanno moltiplicando, infatti, gli hotel che, offrono «il cielo in una stanza».

All’Albereta di Erbusco, in provincia di Brescia, un Relais & Châteaux nel cuore della Franciacorta, c’è la suite Cabriolet, con il tetto apribile, per dormire sotto un cielo stellato, deliziati dalle tentazioni gourmand del Maestro Marchesi. La proposta di soggiorno «E per tetto un cielo di stelle» include: due notti nell’esclusiva suite, una bottiglia di Franciacorta Bellavista Cuvée, prima colazione e cena firmata Gualtiero Marchesi sulla terrazza della camera, hammam e gommage, un massaggio corpo rilassante in coppia eseguito nel parco e accesso libero alla SPA Espace Vitalité.

Invece al Rome Cavalieri (www.romecavalieri.it), resort nel cuore di Roma, situato su un belvedere naturale, si dorme sulle terrazze delle suite, sotto la volta celeste, al cospetto della città eterna: un panorama unico al mondo. L’hotel offre inoltre ai suoi ospiti una collezione privata d’arte tra le più importanti al mondo, da Tiepolo a Warhol, una spettacolare SPA e un ristorante che ha saputo, grazie a Heinz Beck, affermarsi come pietra miliare della cucina italiana e internazionale con le ambitissime 3 stelle Michelin.

Anche a New York impazza la moda di dormire sui terrazzi degli hotel tra i grattacieli di Manhattan. All’Affinia Gardens (www.affinia.com) montano una tenda sul patio privato della camera. Nel pacchetto è compresa anche una cena a lume di candela. All’hotel AKA Central Park (www.stayaka.com), i plus dell’outdoor room più richiesta della Grande Mela, al 17° piano, sono un camino scoppiettante e un telescopio con cui osservare le stelle. Perfetto per una proposta di matrimonio, un anniversario o anche per chi vuole provare nuove emozioni. Soluzione più bucolica a Bett im Kornfeld (www.bett-im-kornfeld.de), in Baviera, il primo hotel «open air» del mondo: niente luci, radio o televisione. Chi sceglie di trascorrere una notte qui non cerca comodità da grande albergo, ma un’esperienza unica, a contatto con la natura. «Le stanze», tre metri per tre di campo su cui le spighe sono state spianate per lasciar spazio a un letto matrimoniale in ferro battuto, sono quindici. Ci si può portare un sacco a pelo o stendersi nel letto di paglia e fieno e addormentarsi al canto delle cicale, trascorrendo così una romantica notte in questo «hotel a 1000 stelle». La sera ci si riunisce intorno al fuoco per un barbecue a base di würstel e patate, poi alle 22 scatta il silenzio. La mattina la colazione, a base di muesli biologico, marmellate fatte in casa, formaggi e salumi tipici, sotto la tenda centrale.

Situazione completamente diversa allo Shanti Maurice (www.shantimaurice.com), dei The Leading Hotels of the World, di Mauritius, lussuoso boutique resort, situato lungo un’incontaminata caletta di sabbia corallina sulla costa meridionale dell’isola, dove si dorme, su richiesta, nel magnifico giardino, dopo una grigliata pieds dans l’eau e avere osservato il cielo, alla scoperta delle stelle dell’emisfero boreale, in compagnia di un astronomo.

Destinazione ideale per coppie romantiche in fuga è, appena fuori Marsiglia, l’insolito Hotel Attrap Rèves (www.attrap-reves.com), nome prestato dai retini «acchiappasogni» che gli Indiani d’America intrecciano a difesa dei buoni sogni. Al posto delle camere ci sono bulles trasparenti, dotate di letto matrimoniale, due sedie, tavolino e telescopio.

Per chi vuole godere degli sconfinati paesaggi dello Utah, alla Easy Rider, c’è l’Amangiri Resort (www.amanresorts.com), dove il design si fonde con la natura, nelle linee e nei colori. Qui si può dormire sulla Sky Terrace, in un letto «open air» con il profilo del Glen Canyon all’orizzonte. Le luci più vicine sono a 25 minuti, a Page, un villaggio a ridosso della diga che nel 1966 ha trasformato il Colorado nel Lake Powell.

Infine, ideale per romantici temerari, in Africa, nella riserva del Lion Sands Park (www.lionsands.com), è una palafitta, un tempo base d’appostamento per fotografi, trasformata in suite en plein air con tanto di letto a baldacchino. Dopo la cena nella «tree house», si rimane da soli, accompagnati dai rumori della savana e dal cielo stellato.

 

Loris Gobbo

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *